Chi siamo

Le idee che ispirano le nostre scuole si possono riassumere in cinque punti:

1. Genitori primi educatori

I primi responsabili e i primi attori dell’educazione di un/una bambino/a o di un/una ragazzo/a sono i suoi genitori; nessuno può prendere il loro posto in questo compito bello e impegnativo. 

La scuola deve essere un’alleata della famiglia, che lavori sempre in collaborazione e intesa, per condurre a buon fine la maturazione di ognuno/a.

Da qui deriva il vivo dialogo che si istituisce tra genitori e insegnanti, che comunicano e collaborano, lavorando nella stessa direzione, in modo che la scuola sia la continuazione e il completamento dell'impegno educativo della famiglia.

2. Unità della persona

Il nostro punto di riferimento, in ambito culturale, didattico e organizzativo è la persona: in essa si articolano armonicamente intelligenza, volontà, sentimenti, emozioni e corporeità. Quando al centro dell’agire educativo della scuola viene messa la persona, tutti gli insegnamenti si integrano in maniera ordinata per contribuire alla maturazione globale di ogni alunno/a, attraverso la figura del tutor.

L’educazione personalizzata si fonda sulla considerazione dell’essere umano come persona che impara a progettare e costruire, scoprendosi protagonista del suo agire.

  • Non dà nulla per scontato
  • Esce dall'abitudinario

Aiuta ogni ragazzo/a, personalmente, a sentirsi realizzato/a nel proprio lavoro ed acquisire il senso della propria identità.

Gli interventi educativi, per essere efficaci, devono far riferimento a tutta la persona: non solo agli aspetti intellettuali, ma anche alla dimensione della volontà e dell’affettività.

In ogni processo di apprendimento l'alunno/a assume in pieno il ruolo di protagonista: il docente si limita a orientarla e sostenerla, a suscitare motivazione e a fornire gli strumenti necessari per raggiungere l’obiettivo.

L’alunna è alla guida, l’insegnante  il  suo navigatore

Per questo tutti gli/le insegnanti della scuola  partecipano periodicamente ad incontri di formazione professionale e aggiornamento su temi culturali, educativi e didattici.

3. Sistema tutoriale

Sin dalla Scuola dell'Infanzia ABiCi, la figura del/della Tutor,  assicura il coordinamento educativo con la famiglia e promuove la conoscenza degli alunni/e in un clima di cordialità e di fiducia. 

Una relazione costante tra tutor, alunna e famiglia  rende concreta l’attenzione all’individualità di ogni allievo/a.

Il/la Tutor, figura centrale del nostro progetto educativo, presente fin dalla Scuola dell'infanzia, è un/una docente che incoraggia e affianca costantemente l’alunna, pur lasciandola alla guida del proprio percorso. 

A ogni famiglia viene assegnata un/una tutor per ogni figlio/a che frequenta la scuola. 

  • Nella scuola Primaria il/la tutor è il/la maestro/a prevalente
  • Nella scuola secondaria è un/una docente del consiglio di classe.

Il/la docente-tutor incontra periodicamente i genitori e, partendo dalle attitudini e potenzialità del proprio/a tutorato/a, coordina i vari interventi educativi e sviluppa un progetto di miglioramento, sia didattico che formativo, che aiuti l’alunno/a a diventare ciò che può essere. 

 - Come personal trainer dell’alunno/a, lo/la aiuta a porsi obiettivi, elaborare progetti e aggiungere senso e consapevolezza al processo formativo.
 - Come consulente sempre disponibile per i genitori, recepisce le loro istanze e li sostiene nel mettere a fuoco un progetto educativo personale.
- Come punto di riferimento per i/le colleghi/e, aiuta le altre docenti a sintonizzarsi sulle esigenze specifiche dell’alunna affidatale.

Attraverso un programma di incontri periodici , formulato nel pieno rispetto delle richieste e dei ritmi individuali, il/la tutor impara a conoscere l'alunno/a e crea una solida base di confidenza, costruita poco a poco nell’ordinarietà della relazione didattica.
Una guida che rende più facile approfittare delle opportunità di crescita ed affrontare bene i momenti difficili o critici.

Attraverso i colloqui con la famiglia, inoltre, i tutor ascoltano i genitori e accolgono i loro suggerimenti educativi, armonizzano le iniziative didattiche e formative della scuola con quelle specifiche dell’ambito familiare, concordando una linea di azione comune ed efficace.

Ogni tutor viene seguita personalmente nel suo compito dal Coordinatore delle Attività di Orientamento, attraverso incontri di formazione individuali, di piccolo gruppo (Giunte di Orientamento) e di studio con tutti i tutor del medesimo livello o dell’intero Centro Scolastico (riunioni del Dipartimento di Orientamento e Tutoria).


4. Educazione per Classi Omogenee 

Sin dall’inizio l’Associazione EdRes ha voluto, per i suoi centri scolastici, classi e scuole solo maschili e solo femminili, pur consapevole che questa scelta contrastava fortemente con la tendenza generalizzata alle classi miste.

Tale scelta si conferma oggi valida dalla I Primaria alla III Secondaria di primo grado.

E’ stato infatti accertato, dalla ricerca neurobiologica, che esistono forti condizionamenti che permettono di parlare di un modo maschile e di uno femminile di apprendere. 

Tali condizionamenti non possono essere ignorati dai docenti senza produrre danno. 

  • La cognizione della donna é in genere più emotiva e sintetica, più completa, intuitiva e meno analitica.
  • Il ragazzo ha più facilità nella percezione spaziale, nel ragionamento astratto, nelle attività fisico motorie e logiche.

In Italia la scuola mista è stata risultato di una scelta organizzativa decisa dopo il boom demografico degli anni sessanta, ma non é mai stata preceduta o sostenuto da studi e/o sperimentazioni.

Ovviamente ciò non significa che nella scuola mista non si possa insegnare con profitto, ma i docenti devono necessariamente trovare stili di apprendimento diversi per maschi e femmine dato che, come concorda la maggioranza degli esperti, è essenziale prestare un' adeguata attenzione alla specificità dei due sessi. 

Ragazzi e ragazze si vedono spesso offerti i medesimi stimoli educativi, con uguali metodi, ritmi e stili, senza tener conto delle differenze neurobiologiche e del loro diverso modo di vedere e conoscere la realtà

Nella scuola italiana mista ci si è a volte limitati a mettere insieme maschi e femmine, pensando che la semplice vicinanza dei due sessi fosse sufficiente a produrre effetti positivi e a creare relazioni, ma la vicinanza fisica non produce ipso facto relazione; essa è, infatti,soprattutto il frutto di una maturazione personale e di una comunanza di fini nei quali ci si identifichi e tale ruolo di integrazione compete  alla famiglia.

Nelle nostre scuole le relazioni con le famiglie e tra le famiglie favoriscono proprio questa integrazione tra i sessi e tra gli alunni.

I fini della scuola sono altri: istruttivo, anzitutto, e formativo sul piano etico, noetico, pratico, affettivo.

Tali fini, secondo uno studio svolto dall’Università di Milano, Istituto di Clinica Psichiatrica e Neuropsichiatria Infantile che prende in esame l’opportunità o meno delle classi omogenee, si raggiungono meglio in classi omogenee.


5. Apertura alla trascendenza e l'Orientamento Cristiano

La scuola riconosce la dimensione spirituale della persona e ne tiene conto nel lavoro didattico ed educativo. L'attività della scuola è aperta a persone di ogni credo religioso e, nel rispetto della libertà di ciascuno,  si ispira ai valori della fede cattolica.

Il lavoro educativo che si svolge nelle Scuole EdRes, nell’ottica dell’educazione personalizzata, si basa sulla convinzione che la persona si realizza compiutamente solo se si apre – nel massimo rispetto della libertà personale –  alla trascendenza. 

La realtà della persona, infatti, porta in sé irrinunciabili bisogni di senso e di valore che appartengono a una dimensione propriamente spirituale.

L’insegnamento della Religione Cattolica fa parte integrante del piano di studi. 

La formazione spirituale di genitori, insegnanti e alunni è favorita  dalla presenza regolare di un cappellano, che rimane a disposizione, nei tempi stabiliti, di chi desideri un incontro.

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